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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

OVERVIEW

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ARTE ED AMORE Di Sofia Passagrilli L’arte e l’amore parlano la stessa lingua: quella del cuore che cerca di non sentirsi solo. Ogni opera d’arte è un regalo che qualcuno fa al mondo per dire "ecco come mi sento", sperando di trovare qualcuno che risponda "anch'io". Ma il vero segreto che tiene insieme tutto è l’unione. Non esiste arte senza l’unione di colori diversi su una tela, o di note diverse in una melodia, ogni pennellata espressione di un sentimento .L'amore non è solo un’emozione, ma è la forza che unisce due vite diverse per creare qualcosa di nuovo e bellissimo, proprio come fa un artista con la sua materia. L'arte non è che il respiro visibile dell'amore, un’alchimia silenziosa dove l’anima si spoglia per farsi colore, marmo o parola. Tuttavia, la bellezza non risiede mai nel singolo tratto, ma nell’abbraccio invisibile che tiene insieme colori. L’unione è il segreto più intimo della creazione: è la danza necessaria tra la luce e l’ombra,...

A SPASSO NEL TEMPO

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 L’INFLUSSO DELLA PRODUZIONE WAGNERIANA NELLA CINEMATOGRAFIA DEL 900 Irizea Alessia L'eredità di Richard Wagner nella cinematografia del Novecento si manifesta innanzitutto attraverso l'adozione di strutture formali del dramma musicale da parte dei “maestri” del cinema classico e dei teorici della narrazione di carattere epico. Il legame tra l'opera wagneriana e la nascita del linguaggio filmico non è una semplice coincidenza cronologica: i primi registi del cinema muto e i padri della scuola sovietica e tedesca videro nella musica del compositore il” manuale d'uso” per elevare il cinema da curiosità tecnica a forma d'arte. Il concetto di "melodia infinita", che in Wagner rompeva la rigida distinzione tra recitativo e aria, divenne nel cinema classico il flusso ininterrotto del montaggio, dove la musica e l'immagine non si fermano mai, creando una tensione emotiva costante che avvolge lo spettatore dall'inizio alla fine del film. I registi della pr...

PSICOMUSICA - Intervista del mese

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 INTERVISTA A GERARDO MARCOCCIO Di Emma Fuccellara Orecchio assoluto: intervista a Gerardo Marcoccio Oggi abbiamo l’opportunità di intervistare Gerardo Marcoccio, studente dell’indirizzo musicale del nostro liceo. Gerardo ha l’incredibile dono dell’orecchio assoluto, ovvero saper immediatamente riconoscere le note in quasi tutti i suoni. E. Come ti sei reso conto di avere l’orecchio assoluto? G.Mi sono reso conto di avere l’orecchio assoluto perché mentre suonavo da solo o con altre persone riconoscevo immediatamente le note. L’ho poi confermato con dei test. E.In quali modi ti aiuta nella vita quotidiana? Puoi fare degli esempi? G.Nella vita quotidiana non mi “aiuta” molto spesso, ma ovviamente per la carriera che ho scelto di intraprendere è molto utile anche perché abbastanza “raro”. Principalmente mi torna utile quando suono in banda perché riesco a capire con precisione se gli strumenti sono ben accordati. E.In quali casi potrebbe essere uno svantaggio? Puoi raccontare la tua ...